«Nei giorni scorsi la dirigenza nazionale dell’associazione nazionale ambulanti ANA-UGL, sentiti tutti i vertici regionali dell’associazione, ha potuto verificare le criticità regione per regione del settore del commercio ambulante ha deciso di inviare una richiesta di apertura di un tavolo di crisi sul settore».
La richiesta verte sui molti punti, ed è stata avanzata per evitare il tracollo definitivo di un settore che ha molte peculiarità, tra cui quella di calmierare i prezzi dei prodotti in momenti di crisi della cittadinanza, ed in particolare quella che rischierebbe di portare al tracollo migliaia di aziende italiane costituite dall’indotto che gira a intorno a questo settore millenario, pensiamo come ad esempi, chi vende le attrezzature per l’esposizione ed il trasporto della merce (banchi/ombrelloni/tende/automezzi), gli artigiani e le industrie manifatturiere, che producono merce per circa 160.000 attività ambulanti, e come detto questo solo per fare qualche esempio.
Ricordiamo che, i dati dell’Osservatorio sul Commercio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 2017, e di Unioncamere (a marzo 2023) sono impietosi e ci dicono che negli ultimi sei anni hanno cessato la loro attività ben 34.433 ambulanti.
Tutto questo dovuto, da quello che questo comparto, sta attraversando da alcuni anni, a causa degli effetti dalla pandemia da Covid-19, dalla esplosione delle vendite-on line, dalla concorrenza della grande distribuzione, dall’aumento dei costi di gestione e dal calo dei consumi per via della perdita del potere di acquisto delle famiglie a basso reddito.
Per questo evidenziamo, che se non si apre velocemente ed urgentemente un tavolo ufficiale tra Governo e associazioni che rappresentano gli operatori in tutta Italia, da qui a qualche anno ci saranno danni incalcolabili per l’economia italiana, sì perché questo settore contribuisce in modo molto significativo sul PIL e sulle entrate economiche di molti enti di prossimità, come i Comuni fino ad arrivare ad i mancati introiti tramite le tasse, iva ed altre imposte allo Stato ed alle Regioni.
Un tavolo di crisi permetterebbe di trovare insieme con il Governo, soluzioni che scongiurino questo disastro, che inoltre rischierebbe di invertire quel meraviglioso trend che attualmente sta portando benefici all’occupazione, creando centinaia di migliaia di nuovi disoccupati.
Per questo facciamo appello alla grande sensibilità che sta dimostrando questo Governo, verso i lavoratori e gli imprenditori, sicuri che vorrà affrontare anche la possibilità di rilancio di questo grande settore come gli ambulanti ed il suo indotto
Nei giorni scorsi la dirigenza nazionale dell’associazione nazionale ambulanti ANA-UGL, sentiti tutti i vertici regionali dell’associazione, tramite i quali abbiamo potuto verificare le criticità regione per regione del settore del commercio ambulante ha deciso di inviare una richiesta di apertura di un tavolo di crisi sul nostro settore.
La richiesta verte sui molti punti, ed è stata avanzata per evitare il tracollo definitivo di un settore che ha molte peculiarità, tra cui quella di calmierare i prezzi dei prodotti in momenti di crisi della cittadinanza, ed in particolare quella che rischierebbe di portare al tracollo migliaia di aziende italiane costituite dall’indotto che gira a intorno a questo settore millenario, pensiamo come ad esempi, chi vende le attrezzature per l’esposizione ed il trasporto della merce (banchi/ombrelloni/tende/automezzi), gli artigiani e le industrie manifatturiere, che producono merce per circa 160.000 attività ambulanti, e come detto questo solo per fare qualche esempio.
Ricordiamo che, i dati dell’Osservatorio sul Commercio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 2017, e di Unioncamere (a marzo 2023) sono impietosi e ci dicono che negli ultimi sei anni hanno cessato la loro attività ben 34.433 ambulanti.
Tutto questo dovuto, da quello che questo comparto, sta attraversando da alcuni anni, a causa degli effetti dalla pandemia da Covid-19, dalla esplosione delle vendite-on line, dalla concorrenza della grande distribuzione, dall’aumento dei costi di gestione e dal calo dei consumi per via della perdita del potere di acquisto delle famiglie a basso reddito.
Per questo evidenziamo, che se non si apre velocemente ed urgentemente un tavolo ufficiale tra Governo e associazioni che rappresentano gli operatori in tutta Italia, da qui a qualche anno ci saranno danni incalcolabili per l’economia italiana, sì perché questo settore contribuisce in modo molto significativo sul PIL e sulle entrate economiche di molti enti di prossimità, come i Comuni fino ad arrivare ad i mancati introiti tramite le tasse, iva ed altre imposte allo Stato ed alle Regioni.
Un tavolo di crisi permetterebbe di trovare insieme con il Governo, soluzioni che scongiurino questo disastro, che inoltre rischierebbe di invertire quel meraviglioso trend che attualmente sta portando benefici all’occupazione, creando centinaia di migliaia di nuovi disoccupati.
Per questo facciamo appello alla grande sensibilità che sta dimostrando questo Governo, verso i lavoratori e gli imprenditori, sicuri che vorrà affrontare anche la possibilità di rilancio di questo grande settore come gli ambulanti ed il suo indotto».
Così in una nota congiunta inviata a Vocedelgargano a firma dei vertici dell’associazione nazionale ambulanti ANA-UGL, ovvero il Presidente Ivano Zonetti, il vicepresidente vicario Angelo Pavoncello ed il Segretario Marrigo Rosato.